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Stress: cos’è, come nasce e quali sono le conseguenze

Lo stress, descritto per la prima volta da Hans Selye, consiste in una risposta aspecifica dell’organismo a richieste provenienti dall’ambiente esterno.

In ambito lavorativo si fa riferimento al concetto di stress lavoro-correlato, un malessere che può provocare danni alla salute del dipendente, compromettendone la prestazione lavorativa. L’Accordo Interconfederale per il recepimento dell’Accordo Quadro Europeo sullo stress lavoro-correlato, terminato l’8 ottobre 2004, definisce lo stress “una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro”.

Tra le cause del fenomeno vi sono fattori legati al contenuto del lavoro e all’ambiente professionale. Quanto al primo aspetto, compiti monotoni, carico di lavoro eccessivo, ritmi di lavoro frenetici e carenza di controllo sui tempi d’esecuzione possono rappresentare delle potenziali fonti di stress. Nel contesto lavorativo le criticità possono essere: limitato coinvolgimento nelle decisioni, conflittualità, ambiguità di ruolo, scarso sostegno da parte di colleghi e superiori e mancanza di prospettive di carriera.

Qualora condizioni di stress intenso si protraggano nel tempo, è possibile assistere all’insorgenza di problemi di salute psico-fisica. Tra le conseguenze di tipo fisiologico si riscontrano: patologie gastrointestinali e muscolo-scheletriche, disfunzioni nelle difese immunitarie, ipertensione e disturbi del sonno. Effetti a livello cognitivo riguardano ridotte capacità di concentrazione e attenzione. Le conseguenze sul piano comportamentale e psichico, invece, possono condurre a stili di vita nocivi (eccesso di fumo, psicofarmaci, droghe e alcol) e stati d’ansia e depressione.

Infine, lo stress lavoro correlato può produrre danni anche all’immagine dell’organizzazione e alla sua produttività, determinando alti livelli di assenteismo e turnover, danneggiamento delle relazioni tra colleghi, riduzione della produttività e messa in atto di comportamenti rischiosi (con l’inevitabile aumento della probabilità d’infortuni e incidenti).