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Interviste sullo stress lavoro correlato

Gli esperti sullo stress lavoro correlato intervistati dai nostri giornalisti.

L’esperto è Lucia Macciocu, psicologa dell’ISPESL, intervistata in merito allo stress lavoro correlato.

Quali sono le linee guida da considerare all’interno del vostro metodo di valutazione affinchè i datori di lavoro nelle aziende possano valutare in modo corretto lo stress lavoro correlato?
Dunque, non si tratta ad oggi di vere e proprie linee guida, parliamo invece di una metodologia e di una proposta di metodologia per valutare lo stress lavoro-correlato. Tutto questo anche perché il datore di lavoro, specialmente per le aziende al di sotto di dieci dipendenti, può autocertificare quindi noi lo aiutiamo e lo orientiamo per esempio con una check list.

Quindi ci sono già degli elementi di base a cui fare riferimento?
Certamente. Ci sono elementi base che sono fondati già con una ricerca e con varie esperienze che noi abbiamo fatto: addirittura abbiamo costituito un network che è una rete di collaborazione tra il nostro istituto e i centri del Servizio Sanitario Nazionale, e quindi assolutamente che prevede un modello, una metodologia per la valutazione rischio stress condivisa da poter essere utilizzata dai datori di lavoro e dagli esperti che si occuperanno di valutazione del rischio.

Lei ritiene che lo stress sarà comunque un problema in crescita nei prossimi anni all’interno dell’organizzazione del lavoro?
Sarà un problema in crescita e non solo per il motivo, e poi noi già lo vediamo in Europa dove si registrano cifre assolutamente elevate anche se sottostimate, si parla di cifre veramente… un milione di euro di perdita per quanto riguarda solo il settore della Comunità Europea! Per quanto riguarda il futuro sarà in crescita per vari motivi, tra questi tutti i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro, compresi i nuovi contratti poi compresa, come lei anche ha iniziato bene a fare,  con le nuove tecnologie. Le nuove tecnologie rappresenteranno la scommessa del futuro perché sempre più saremo legati all’uso di queste tecnologie che ci isoleranno di più ma comporteranno maggiore stress.

Intervista a Angela Goggiamani Sovrintendenza medica dell’INAIL

Si dice che nei prossimi anni si parlerà sempre più di malattie professionale e meno di infortuni e quindi anche di stress e tecno stress. L’Inail come si attrezzarà in questo senso?
L’Inail sta già attrezzandosi e si è già attrezzato in questo senso. Le malattie professionali, quelle tradizionali, quelle classiche, pensiamo alla silicosi piuttosto che tutta la patologia da sulfuri di carbonio, appartengono in qualche maniera, piano piano, alla storia della disciplina Medicina del Lavoro. In realtà adesso ci sono tutta una serie di patologie nuove, patologie lavoro correlate, e tra queste ovviamente c’è tutta la patologia legata in qualche maniera alle modifiche del mondo del lavoro e quindi chiara lo stress.

Ci sono dei progetti in campo, specifici per quanto riguarda la tutela rispetto all’impegno dell’Inail verso i lavoratori
In realtà, come ho già detto, l’Inail ha esperienza sotto il profilo della tutela dell’infortunio, dello stress da infortunio, ha esperienza rispetto alla tutela da quella che è la costrittività organizzativa, cioè degli effetti che la costrittività organizzativa ha sull’uomo, noi partecipiamo, chiaramente come esperti, anche al tavolo insieme all’Ispesl e ad altri enti pubblici, proprio nella formulazione e nella esecuzione dell’art. 106 che darà ai datori di lavoro e ai lavoratori, attraverso i rappresentanti per la sicurezza sul lavoro, degli strumenti per valutare lo stress.

Come medico quindi: saranno più i lavoratori stressati in futuro o diminuiranno?
Questa è una bella scommessa. Io mi auguro come medico che diminuiranno, potranno diminuire soltanto nella misura in cui sapremo affrontare con correttezza la patologia da stress e i fattori di stress.

Intervista a Gianni Fortunato, Segretario UGL Roma e Lazio

Quali sono i risultati di questo convegno sullo stress lavoro correlato?
Intanto una premessa, abbiamo aderito con entusiasmo e convinzione a questa iniziativa dell’Anfos. Parlare di sicurezza non è mai abbastanza. Bisogna diffondere sempre più la cultura della sicurezza, .. Alcuni spiacevoli fatti verificatisi nella nostra regione di recente dimostrano che bisogna stare attenti a non abbassare mai la guardia

E per quanto riguarda il convegno, cosa è emerso di importante e positivo?
Intanto, dal convegno si è ribadita la novità del Decreto Legge 81/08 che sicuramente ha il merito di rendere più organica la materia su prevenzione e sicurezza del lavoro ma soprattutto riempie dei vuoti normativi. Inoltre ci piace ricordare l’approccio concertativo presente nella stessa legge laddove … [troppo lunga si rifà]

Cosa è emerso di positivo da questo convegno?
Da questo convegno è emersa la convinzione che la sicurezza è un valore assoluto e tale deve restare per tutti i soggetti del mondo del lavoro: nessuno può tirarsi indietro di fronte alla esigenza di rendere sempre più sicuri i posti di lavoro e soprattutto di render più sicure le vite dei lavoratori.

Quali sono le proposte dell’UGL per le nuove linee guida?
Intanto ci è piaciuto il riferimento di questo convegno al tecno stress. Il tecno stress è una patologia, è una situazione che ormai è presente e diffusa in moltissimi ambiti lavorativi. Ci piace ricordare ad esempio che il tecno stress è ormai una delle patologie principali che è emersa nei call-center. Call center,

Quali sono le proposte dell’UGL per le nuove linee guida?
Ci è piaciuto il riferimento esplicito di questo convegno al problema del tecno stress. Il tecno stress bisogna porre la massima attenzione. Il problema ormai è diffuso soprattutto in alcuni contesti lavorativi dove la nuova tecnologia è presente in maniera massiva e soprattutto determina delle ricadute sui lavoratori talora pesanti. Talora pesanti che inducono sicuramente le parti sociali a prestare un’attenzione maggiore.

In Italia le normative ci pongono indietro rispetto all’Europa o in avanti?
Per alcuni aspetti, evidentemente,dobbiamo fare alcuni passi avanti. E’ chiaro ed evidente che il sistema produttivo italiano è sostanzialmente differente di molti altri contesti europei. In particolar modo mi piace ricordare il sistema produttivo di questa regione formato in larghissima parte da piccolissime aziende, per cui è chiaro che l’attuazione delle normative in materia di sicurezza, non può – e non può essere altrimenti-, non tener conto di quello che è il sistema produttivo delle singole nazioni e quindi dello specifico di questa regione.

Per concludere, si è parlato di tecno stress, Charlie Chaplin nel famoso Tempi Moderni già precorreva questo tema
Evidentemente è stato un buon precursore. Il rapporto tra uomo e macchina, tra lavoratore e macchina, è sempre stato difficile. Oggi è diventato ancora più complicato perché la tecnologia è sempre più avanzata, e quindi le ripercussioni sul lavoratore e sull’organizzazione del lavoro sono diventate sempre più pesanti e quindi occorre una maggiore attenzione riguardo al fenomeno.

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