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Sindrome da burnout, mobbing lavorativo, work addiction, le altre patologie da stress lavorativo

Da quali ipotesi partirà l’analisi dello psicologo clinico? Oltre allo stress lavoro correlato quali potrebbero essere le ulteriori patologie diagnosticabili dovute allo stress lavorativo?

Parliamo ora delle prime ipotesi che uno psicologo clinico terrà in considerazione per inquadrare la patologia che potrebbe riguardare il proprio paziente. Parliamo quindi di un ventaglio di grandi patologie che spesso riguardano la gran parte dei pazienti affetti da stress lavorativo.

Le patologie da stress lavorativo come del resto tutte le altre causate da stress inteso in senso lato sono svariate e a diversa eziologia. Ogni patologia può avere in comune con un’altra il contesto nel quale insorge, ma la propria origine deriverà da fattori e condizionamenti differenti.

Fino a questo momento abbiamo principalmente discusso dello stress lavoro correlato, una patologia importante, di cui continueremo ovviamente a parlare in ogni momento,  che non esaurisce però in sé tutte le malattie psicologiche causabili dalle condizioni di lavoro.  Lo stress lavoro correlato è esclusivamente quello provocato nei lavoratori dipendenti  da cause presenti all’interno dell’organizzazione dell’azienda,  riconducibili a fattori  organizzativi come la progettazione, l’organizzazione e la gestione del lavoro.

Esistono però altre patologie diagnosticabili, di differente matrice e soggette quindi a cure dedicate, sulle quali si interviene seguendo prassi e metodologie appositamente studiate.  Patologie che affrontiamo sinteticamente in questa pagina e che hanno nomi  come sindrome da burnout, mobbing lavorativo, work addiction.

La sindrome da burnout è nata studiando i disagi riscontrati nelle persone che esercitano professioni d’aiuto ed è stata nel tempo poi associata a ogni tipo di lavoro. “Burnout” è un termine che non ha una fedele traduzione in italiano: “burn out” in inglese significa “bruciarsi“, il nome di questo disturbo vuole quindi indicare l’incapacità di sostenere e scaricare lo stress accumulato.
Con professioni d’aiuto vengono definite quelle professioni che riguardano l’aiuto e l’assistenza all’altro. Sono quindi a rischio sindrome da burnout infermieri, insegnanti, medici di base, carabinieri, vigili del fuoco, poliziotti. Quella del burnout è una sindrome che consiste essenzialmente nel logoramento delle motivazioni, delle emozioni, in una stanchezza e una sfiducia che portano allo spegnersi della volontà. Deriva dal sentirsi oppressi dal carico emotivo pratico e mentale causato dalle difficoltà di chi si assiste. Conduce a una ridotta empatia nei confronti delle persone delle quali ci si dovrebbe occuparse.  Si sviluppano attitudini ciniche e assenteiste, insonnia, apatia fino allo stadio finale di indifferenza totale.

Con work addiction si intende invece la sindrome di dipendenza dal lavoro, l’incapacità di vivere senza lavorare, senza recarsi sul posto di lavoro. Rientra nella famiglia estremamente contemporanea delle nuove dipendenze, come lo shopping compulsivo, la teledipendenza. La dipendenza dal lavoro può essere causata da brame di potere, successo, desideri di affiliazione o di evasione dalla realtà abituale familiare. I sintomi possono essere rintracciabili nella compulsione lavorativa, tendenza a non assentarsi mai, crisi di astinenzapaura di perdere il lavoro, incapacità di staccare, incubi. Gli effetti vanno dal più grave come l’isolamento sociale, al difficile rapporto con i colleghi, l’assunzione di stimolanti, la stessa sindrome da burnout in alcuni casi, depressione, ansia.

La sindrome da mobbing lavorativo in ultimo deriva dall’essere oggetto sul posto di lavoro di comportamenti violenti, abusi, emarginazione, umiliazione, declassamento, duraturi nel tempo. Oggetto di comportamenti violenti perpetuati da colleghi, capi.  Parliamo di una sindrome e di atteggiamenti molto noti, spesso all’attenzione dei media e che sono giuridicamente inquadrati nei reati penali. I sintomi che si riscontrano in chi subisce mobbing sono i disturbi nell’adattamento, la perdita di autostima, insonnia, problemi fisici come tachicardia, tremore, gastrite, dermatosi.   Gli effetti sono a volte drammatici e conducono a nevrosi, isolamento, depressione, suicidio.

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