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Come si individua lo stress lavoro correlato

Come può un medico distinguere in un paziente se lo stress che lamenta sia dovuto alle condizioni lavorative o invece sia causato dalla vita extralavorativa?

Di norma tutti gli psicologi clinici hanno un’abituale familiarità con lo stress, come ovviamente con tutte le altre patologiche psichiche che un paziente può sottoporre alla loro attenzione.  La stanchezza, il sentisti poco equilibrati, sereni, l’avvertire in sé i primi sintomi di una inclinazione patologica dei propri stati d’animo sono lamentele abituali che uno psicologo deve saper interpretare e a cui deve riuscire a dare una risposta, una cura che inizi ad aiutare il proprio paziente.

Ogni paziente chiede aiuto professionale sempre con lo scopo di  perseguire un equilibrio perduto. Il compito del medico è pertanto quello di decifrare o aiutare a decifrare il paziente sull’origine della perdita di questo equilibrio e ricostruirne il disagio. Scovare da dove provengano gli stimoli che danno luogo a una perdita dell’omeostasi, ricomporre e riadattare il trauma.

Un medico individua se lo stress che lamenta il paziente è riconducibile alla vita lavorativa o meno partendo dall’analisi dei fattori a monte della lamentela.  Non sono i sintomi infatti a discriminare i vari processi stressogeni, ma i fattori che ne sono alla base.  Uno psicologo andrà quindi ad accertare fin dalle prima battute in diagnosi se le variazioni nei comportamenti del proprio paziente dipendono da variabili relative alla struttura e all’organizzazione dell’azienda in  cui  il paziente stesso è impiegato.  Se il suo disagio è riconducibile a  patologie che dipendono da aspetti quali la progettazione, l’organizzazione e la gestione del lavoro, il rapporto con i colleghi, con i superiori, l’ambiente lavorativo tout court. Se quindi lo stato di inquietudine della persona sia esclusivamente imputabile al lavoro che svolge e al rapporto che ha con esso. Se il lavoro sia ciò che lo turba.

Scovare la matrice del problema quindi e anche se poi lo stress causato dal lavoro andrà a incidere sulla vita extralavorativa,  creando confusione e turbamenti generali nella vita della persona, il medico si focalizzerà all’inizio sempre sulle cause primarie, cercando di eliminarne l’incidenza, tralasciando poi a una successiva fase ciò che gli effetti delle stesse cause hanno provocato sulle abitudini domestiche e sociali del paziente.

Lo psicologo clinico comincerà subito a interrogarsi e a cercare di scoprire le cause, fin dall’anamnesi, proseguendo nei primi colloqui, probabilmente con un questionario stress lavoro correlato, nelle sedute in cui tenterà di instaurare la cosiddetta “alleanza terapeutica”, che conduce il paziente a sentirsi non giudicato e conseguentemente a “rivelarsi” in modo autentico, sia sul piano del pensiero che su quello delle emozioni.

Fatto questo inizierà a stendere delle ipotesi sulle patologie di stress lavorativo  in cui il paziente potrebbe collocarsi. Ma questo lo vedremo in seguito.

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