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Stress lavoro correlato: delucidazioni sulla valutazione dei rischi

Il Ministero del Lavoro, mediante l’interpello n. 5/2013, ha fornito delucidazioni in seguito alla richiesta se, anche nel caso della valutazione del rischio stress lavoro-correlato, il datore di lavoro non possa delegare quest’attività a terzi, così come previsto dall’art. 17, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni.
A tal proposito, il comunicato premette come la valutazione dei rischi, secondo l’articolo 28, comma 1, debba riguardare tutti i rischi da lavoro “ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato”.

Viene specificato, inoltre, quanto disposto dal comma 1-bis del suddetto articolo, ossia che la valutazione del rischio da stress lavoro correlato deve essere eseguita nel rispetto delle istruzioni fornite dalla Commissione consultiva di cui all’art. 6 del D.Lgs. 81/2008 (e da essa approvate in data 17 novembre 2010).
In seguito, è riportato il principio di generale delegabilità, contemplato nell’art. 16, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008, il quale può accettare eccezioni solo qualora si presenti un caso in cui la delega sia “espressamente esclusa”.

Nella parte finale, la Commissione indica come la valutazione del rischio da stress lavoro correlato sia parte integrante della valutazione del rischio e, quindi, a essa debba essere applicata la corrispondente disciplina (artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. n. 81/2008).
Pertanto, per rispondere al quesito posto, viene citato l’art 17 del D.Lgs. n. 81/2008 che “individua la valutazione dei rischi tra gli adempimenti non delegabili da parte del datore di lavoro, anche qualora il datore di lavoro decida di avvalersi di soggetti in possesso di specifiche competenze in materia”.