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La valutazione del rischio stress non delegabile

Nell‘interpello del 2 maggio 2013, la Commissione per gli Interpelli del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (art. 12 del D.Lgs. 81/2008) fornisce chiarimenti alla Federazione italiana metalmeccanici in merito alla possibilità, da parte del datore di lavoro, di delegare a terzi la valutazione del rischio da stress lavoro correlato.

La commissione, al riguardo, comunica un responso negativo, ricordando come la valutazione dei rischi presenti in azienda debba comprendere tutti i rischi, anche quelli riguardanti i lavoratori esposti a rischi particolari, quindi, anche quelli derivanti da stress lavoro correlato.

Essendo la valutazione dello stress lavoro correlato parte integrante della valutazione dei rischi, a essa si applica integralmente la pertinente disciplina (articoli 17, 28 e 29 del Testo Unico sulla sicurezza).

A tal proposito, l’art. 17 del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) stabilisce come il datore di lavoro non possa delegare la valutazione dei rischi e la conseguente elaborazione del documento (previsto dall’articolo 28 del suddetto decreto) nonostante decida di affidarsi a professionisti in possesso di specifiche competenze in materia. Le sanzioni imposte in caso di violazione prevedono un’ammenda che può variare dai 2.000 ai 4.000 euro.

Nell’interpello viene ribadito, infine, che il principio generale di delegabilità (di cui all’art. 16 del D.Lgs. 81/2008) può consentire eccezioni soltanto nei casi in cui la delega sia “espressamente esclusa”.